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martedì 23 marzo 2010

Una bolla di sapone




Seduta sul molo
guarda i gabbiani
mentre volteggia
la sua anima
verso il sole con
le sue poderose ali.
Dedalo  non ascolta
la donna uccello
che di Icaro rammenta
la dolorosa fine
E chiude il suo cuore
in una bolla di sapone
che riflette i colori
del mondo di fuori
Ma da dentro
il suo urlo inatteso
come l'indice teso
del bimbo curioso
scioglie l'incanto
nel lamento del vento

Dedicata a Lori

giovedì 18 marzo 2010

Quando morte sarà



Quando morte sarà
lo so io nuvola sarò
ma se così non fosse
e la mia polvere
così in alto non salisse
sarei di certo un riflesso
che veleggia
tra le onde mosse

la vita va avanti


La vita va avanti
e non vuole i nostri rimpianti
non si attarda
dietro ai vecchi sogni.
Comunque e inesorabilmente
la vita è fatta di scelte
E gli inutili se non disegnano
strade diverse se non nei nostri sogni
Inutile battere i pugni sul destino
ricordando obsoleti bisogni
perché con il penello della vita
abbiamo creato i nostri disegni
con la punta del cuore
abbiamo dipinto il
nostro andare ma possiamo ancora
ridipingere quello che rimane per non fare
delle nostre scelte opere vane.

E' tornato il sole


E' tornato il sole
con cadenza dolce
qualche nuvola bianca
nasconde il suo splendore
mentre trema una stilla
che proietta ombre sulle
briciole di memorie
sparse
viene per ricordare
le nostre sere
e le nuvole variopinte
che potevano essere nostre

Dedicata affettuosamente a Nicola F.

mercoledì 17 febbraio 2010

Dei miei vent'anni





Non voglio
dei miei vent'anni
le fluenti chiome
e la pelle liscia senza segni

Vorrei soltanto
almeno l'ombra
di quel sogno
Che impetuoso
disegnava le mille strade
di un destino radioso

Trattengo



Trattengo l'urlo che
sovrasta il mio cuore
per paura che i suoi echi infiniti
affondino la mia anima
in un vortice di dolore

ma sogno ali immense
che mi facciano sfiorare
nuvole sconfinate di
incommensurabile tenerezza

Mani di pioggia



Mani di pioggia

Persa nel oasi
degli intensi brividi
Dolcissimi sogni
in questa
torrida estate.

Abbraccio di vento
innalza la spuma
del mare dei desideri
mentre mi cinge
scivolando come
una lenta goccia
un lungo tremito,
sulla schiena e sulla
bocca, mescolandosi
alle lacrime sincere
del sogno tradito
e disatteso di
un cuore ferito.

Donna oggetto



Non son cosa tua
urla ferito
il mio cuore di donna
lacerando il silenzio
quando mi sento
una cosa posata
da una balda
mano sbadata

ogni pagina bianca



Armata emozioni prepotenti
di pensieri fuggenti
Con una fine matita
graffio e incido
ogni pagina bianca
di ogni libro
e ogni mio effimero sogno
fermo e blocco su un romanzo
su un diario o su un quaderno


quella convinzione


Quella convinzione
fin troppo strafottente
d'essere intelligente
E lasciare che gli altri
ricamino pregiudizi e
paradigmi
Sulla camminata strana
sulla lingua che si inceppa
sulle dita attorcigliate
d'abilità sconosciute

i tuoi passi





i tuoi passi impressi
nelle mie valli nevose
Ruvido e pietroso ricordo

Tornerai a chinarti
per raccogliere
i fiori celati
tra lucciole e rugiada
nei miei verdi prati?


Oppure incurante
te ne andrai
ad imprimere le tue
impronte altrove?
Non mi è dato conoscere
neppure nei riflessi
dei tuoi sogni
Com'è impietoso questo
selvaggio destino
d'amore, di dolore e durezza
d'un impenetrabile mistero

Là dove verdeggia la neve



Là dove verdeggia la neve
sommersa di margherite e viole

Sospinta da un sogno lieve,
carica di sole e di fede.

L'ardore si spegne
come con un colpo di spugna
sul duro risveglio
del credo tradito
di un amore mai nato